Dalla strada si può uscire

Nell’ambito di un progetto didattico che si è sviluppato lungo tutto l’anno formativo 2014/2015, le allieve e gli allievi dell’Engim San Paolo Roma sono stati protagonisti di tre incontri molto significativi per il loro percorso di vita e le loro prospettive una volta finito il cammino formativo. Il filo rosso che collegava i tre eventi era quello legato al riscatto sociale, all’idea che la vita riservi comunque sempre una seconda opportunità, anche nel caso in cui si provenga da situazioni familiari disagiate, da storie di violenza, dalla strada e dai rischi che essa comporta. Un’idea di certo molto vicina allo spirito giuseppino. Il primo incontro, svoltosi il 15 aprile, ha visto il rapper romano Raffaele Lucci a contatto con i ragazzi e le ragazze dei corsi di acconciatore ed estetista. L’aula magna del centro era gremita di ragazzi che volevano ascoltare la storia di questo musicista, che parla un linguaggio molto vicino a loro, venendo da una piccola realtà (il quartiere Garbatella) e affrontando temi come la politica, il disagio sociale, la disoccupazione, ma anche citazioni letterarie (un suo pezzo è una cover di De André ispirata alla “Spoon River” di Edgar Lee Masters). I ragazzi dell’Engim sono intervenuti, tra una canzone e l’altra, con domande e curiosità. Il secondo incontro si è tenuto lo scorso 30 aprile. Si è trattato di un tema molto forte e toccante, quello della violenza sulle donne. Protagonista una ragazza romana, Cheyenne De Vecchis, 21 anni, che, incontrando i secondi e terzi anni delle estetiste e un terzo acconciatore, ha aperto la sua anima, raccontando un passato fatto di violenze di ogni tipo, traumi e vita di strada. Un percorso all’inferno che però a un certo punto l’ha portata a risalire la corrente, uscendo dall’abisso e dedicando la sua ancor giovane vita alla sensibilizzazione, all’informazione, su questi temi così delicati. Cheyenne fa parte di un’associazione che ha uno sportello di aiuto alle ragazze che subiscono violenza, stalking e induzione alla prostituzione. La ragazza ha raccontato il suo abisso con estrema semplicità e grande forza d’animo, coinvolgendo, soprattutto emotivamente, le ragazze e i ragazzi dell’Engim San Paolo, tanto che in seguito loro stessi hanno voluto fermarsi a parlare con lei e scriverle dei pensieri sulla sua pagina Facebook. Il terzo incontro è arrivato a completamento di questo percorso, il 7 maggio, nel teatro dell’Oratorio, con lo splendido musical “Dalla strada si può uscire”, titolo emblematico della condizione in cui versano molti ragazzi di oggi, che spesso invece non trovano valide alternative alla droga e al degrado. Lo spettacolo è stato scritto e musicato da padre Roberto Berruti, coraggioso prete salesiano, che ha aiutato molti ragazzi in tal senso, dandogli lavoro, svago e cultura. La storia è la rivisitazione moderna della vita di Don Giovanni Bosco, applicata ai nuovi rischi e alle nuove dipendenze (oltre alle droghe, anche Internet, il gioco, il sesso facile…) cui i giovani sono sottoposti, in tutta la loro vulnerabilità. Gli attori hanno conquistato la platea numerosa dei ragazzi del CFP, anche per la loro semplicità e il loro essere uguali a tanti altri giovani. Fanno tutti parte dell’Oratorio “Evviva Maria!”, di Marino, attualmente addirittura sfrattati dalla loro sede, ma non per questo demotivati. Lo spirito giuseppino ha ancora una volta incontrato quello salesiano, ed a ben riflettere non si tratta di una novità, visto che questa è l’essenza stessa del messaggio cristiano: sporcarsi le mani, portare il Vangelo in giro, per scoprire che, appunto, “dalla strada si può uscire”.

Prof CESARE ORLANDO